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Suoni del Mondo

La Notte della Taranta

Come vivere la Notte della Taranta a Melpignano: la pizzica, il concertone di agosto, i maestri concertatori e i consigli pratici.

A huge nighttime crowd dancing in a village square with festive lights and a large stage.
A huge nighttime crowd dancing in a village square with festive lights and a large stage.

Ogni anno, a fine agosto, la provincia di Lecce si trasforma in una capitale della musica. Decine di migliaia di persone arrivano a Melpignano e nei comuni della Grecìa Salentina per la Notte della Taranta, il festival che ha portato la pizzica da rito domestico a evento di massa. Per chi non c'è mai stato è difficile immaginare le dimensioni: non è un concerto tra tanti, è la conclusione di una stagione intera in cui la musica popolare gira per le piazze come un circuito vivente.

Da dove viene la taranta

La pizzica e la taranta nascono come musiche rituali legate al tarantismo, il fenomeno per cui chi veniva morso dalla tarantola, o chi si sentiva afflitto da un malessere senza nome, cercava la cura nel ballo e nei tamburelli. Era una forma di terapia collettiva, suonata in casa o nei cortili, che trasformava il dolore in musica e in movimento. Con il tempo quel rito si è secolarizzato, ma l'energia è rimasta intatta: il ritmo trascinante, i tamburelli a cornice, gli organetti, le voci che si rincorrono. La Notte della Taranta nasce alla fine degli anni Novanta proprio per custodire e valorizzare quella tradizione.

Come funziona il festival

Il cuore dell'evento è il concertone finale di Melpignano, uno spettacolo che ogni anno viene affidato a un maestro concertatore diverso, chiamato a rileggere la tradizione con la propria sensibilità. Prima del gran finale, però, c'è un intero itinerario: decine di concerti nei comuni della Grecìa Salentina e oltre, un calendario che permette di seguire la musica di piazza in piazza per settimane. La formula è quella del festival diffuso, dove il territorio non è lo sfondo ma parte dello spettacolo.

Il legame con il reggae salentino

La Notte della Taranta non vive isolata. Le pagine storiche di questo dominio segnalano nella stessa serata del 27 agosto i Nidi d'Arac sul palco di Melpignano e i Sud Sound System in concerto a Rizziconi, a poche decine di chilometri di distanza. La coincidenza non è casuale: la pizzica e il reggae salentino si sono nutriti l'uno dell'altra per decenni, e il pubblico che affolla il concertone è spesso lo stesso che segue le band del territorio durante tutto l'anno. Chi vuole capire questa circolarità può leggere il ritratto dei Caracas, il progetto che ha tradotto il Mediterraneo in levare in un disco strumentale.

Consigli pratici per chi vuole andarci

La Notte della Taranta è un evento gratuito e molto affollato. Chi arriva da fuori regione dovrebbe muoversi con largo anticipo per l'alloggio, perché i comuni della zona si riempiono settimane prima. Il giorno del concertone conviene arrivare a Melpignano in orario, munirsi di acqua e scarpe comode, e ricordare che il ritorno a tarda notte è la parte più impegnativa della serata. Per chi organizza un'estate di concerti, la guida alle prevendite e ai biglietti copre il resto delle situazioni più comuni.

Perché merita il viaggio

La Notte della Taranta non è solo un festival, è la dimostrazione pubblica che una musica di tradizione può riempire una piazza di centomila persone senza tradire la propria natura. Chi ci è stato sa che il momento in cui il concertone si scioglie e la piazza continua a ballare da sola è qualcosa che non si trova altrove. Per completare il quadro della scena, la sezione suoni del mondo e la sezione reggae raccolgono le altre storie che orbitano intorno a quel ritmo.

Per le date e il programma dell'edizione in corso: il sito ufficiale della Notte della Taranta.